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© 2019, Paola Toini Agency & Lab

Quattro consigli per essere sul social giusto al momento giusto.

Se mi segui su Instagram sai che questo articolo è stato ispirato da una domanda che mi è arrivata da un corsista di vecchia data che fece con me un corso nel 2013.

“Ciao Paola, mi permetto di scriverti perché come sai ti stimo molto sia come professionista sia come formatrice, vista la nostra lunga amicizia ti pongo un quesito che mi incuriosisce molto.
Ti seguo con interesse sui tuoi canali ma trovo contenuti molto diversi tra loro, mi sai spiegare perché ad esempio su Facebook ti mostri come una mamma e basta?
Mi spiego, qui su Instagram parli del tuo lavoro e dei progetti futuri in modo fruibile mentre di là hai un approccio da vita privata, c’è una ragione per questo?
Ora, prima di prendermi un cazziatone da te, copincollo e ti invierò una mail con un ringraziamento in anticipo.
A presto
xxx”

La domanda arriva da una persona che vende prodotto e che, quindi, può anche permettersi di pensare ad intermittenza alla questione “utilizzo dei social” perché una volta che la fotografia è ben rappresentativa del prodotto e che la didascalia è sufficientemente didascalica, il resto può venir meno, ma non sempre. Questo per dire che il dubbio può essere lecito in questo specifico caso.

Come ci dobbiamo comportare sulle varie piattaforme social?

Partiamo da un presupposto sul quale è importante tornare spesso, anche se potrebbe sembrare scontato: ogni social network ha usi e costumi propri, linguaggi e abitudini diverse dagli altri e noi ci dobbiamo adattare a questo fondamento e adeguare di conseguenza i nostri contenuti.

Anche se ultimamente la tendenza può sembrare quella di pubblicare contenuti dal mood amichevole e personale, la realtà è ben diversa. Dobbiamo saper distinguere un trend da un principio di base che mai cambierà.

A maggio ho partecipato ad una formazione con lo scopo di trovare conferme e mi ha colpito un sacco la definizione che, un professionista che stimo, ha dato di Facebook infatti, Alessandro Pozzetti, ha definito Facebook come un bar (contrapposto poi a Instagram che veniva paragonato alla perfezione). La mia mente in un nano secondo si è vista davanti il bar dei Centri Sportivi del mio paese nel quale ogni giorno i pensionati “parlano” e discutono di sport, o meglio, di calcio. Io che adoro i paragoni, gli esempi e le metafore mi sono chiesta “Se Facebook è il Bar Sport a cosa posso paragonare Instagram?” perché questo semplice paragone può essere utile anche per rispondere alla domanda del mio corsista.

Partiamo dai contenuti

Abbiamo detto che Facebook è il Bar Sport e che i contenuti sono i dialoghi accesi sul calcio, quindi, Instagram potrebbe essere paragonato alle trasmissioni di approfondimento post Partita che vedono nei loro commenti e nelle interviste i contenuti. Cosa cambia? Tutto! In primis il tono di voce che nel primo caso è acceso, informale e a volte anche volgare, nel secondo caso è più pacato, molto tecnico e raramente sopra le righe, eppure possiamo dire che su entrambe le “piattaforme” si parla dello stesso argomento. Questo significa che su due social diversi dobbiamo essere pronti a trattare lo stesso tema (oppure la stessa notizia) anche con parole e linguaggi differenti tra loro.

Proseguiamo nel paragone con i social

Il bar di cui stiamo parlando è un luogo dagli arredi spartani e dove l’outfit dei pensionati conta come il due di coppe quando è briscola bastoni, ovvero, zero. Se pensi ad Instagram cosa ti viene in mente? Un luogo curato nei dettagli, compresi gli outfit dei giornalisti e le scenografie della trasmissione. Eppure si parla sempre di calcio e le partite commentate sono le stesse, esattamente come i contenuti che andiamo a pubblicare sui social.

Cosa pubblicare e come scegliere?

Abbandoniamo il paragone con il bar e le trasmissioni TV per tornare alla domanda iniziale, perché su Facebook parlo quasi esclusivamente di questioni di vita privata? Perché Facebook è polemica, è ironia pungente, è dibattito e io non sempre mi sento preparata a questo. Non solo, nella mia esperienza ho visto molti brand e diversi professionisti che funzionano alla grande su Facebook e che perdono tutto il loro potenziale comunicativo su Instagram, ad esempio.

Per comunicare bene sui social dobbiamo andare all’essenza del brand (o personal brand) e valutare quale piattaforma è maggiormente nelle nostre corde. Non basta un piano editoriale dettagliatissimo e fitto, serve il cuore.

Un altro dettaglio da non trascurare è il tempo. Quand’anche io riuscissi a scrivere un post su Facebook con il corretto tono di voce, magari pungente, come potrei poi sostenere una serie infinita di commenti? Ci vorrebbe tempo che, ad oggi, non ho. Per questa ragione evito e rimango in un utilizzo ibrido di Facebook.

Conclusioni

Quando siamo in ambito professionale abbiamo la necessità di essere consapevoli e presenti a ciò che scegliamo di fare. Probabilmente mi privo da sola di qualche opportunità scegliendo di utilizzare Facebook per come le utilizzo, tuttavia so che è giusto così perché non sarei in grado di sostenere un calendario editoriale adeguato a questo social, quindi scelgo cosa pubblicare con attenzione e rimango, come ripeto, nell’utilizzo ibrido.

Quattro consigli per te

  1. Apri la tua agenda
    Quanto tempo hai realmente a disposizione per lo sviluppo di un calendario editoriale? Poco? Rimani dove sei e fai del tuo meglio. Tanto? Vai e conquista il mondo!
  2. Pianifica i tuoi obiettivi
    Lo abbiamo detto più volte, siamo qui per lavoro e quindi dobbiamo sapere quali sono gli obiettivi: vendita, popolarità, collaborazioni… a seconda degli obiettivi possiamo dedicare più o meno tempo ad un social piuttosto che ad un altro. Siamo noi i direttori d’orchestra. Cercheresti un collaboratore al bar?
  3. Fai Analisi
    Sempre. Non solo per verificare i dati relativi ai like o ai commenti, ma sopratutto per controllare quale piattaforma ti permette di fatturare di più. Quale social ti porta più clienti? Questi clienti corrispondono al tuo cliente ideale? A questo proposito ti ricordo che qui hai una risorsa gratuita dedicata sul mio sito.
  4.  Vai all’essenza
    Lo abbiamo visto nell’articolo, per comprendere quale sia la piattaforma su cui puntare è fondamentale essere presenti e consapevoli rispetto alla storia, ai valori e agli obiettivi del business. Tutto questo corrisponde all’andare all’essenza, senza farsi condizionare da niente e da nessuno.

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