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© 2019, Paola Toini Agency & Lab

Avete presente quando la maestra abbassa gli occhiali, li appoggia sulla punta del naso e fa “non ci siamo” con il ditino? Ecco, io in alcune occasioni mi sento proprio così, per quanto riguarda le faccende “social” ovviamente…

Sono convinta che ci sia sempre da imparare e che, in definitiva, sia sempre necessario studiare per conoscere una materia al meglio e masticarla alla grande, ma, c’è una grande MA, ci sono alcuni errori sui quali non transigo ormai più e sto parlando di questione molta calda in tema di fanpage e followers.

La corsa al numero più alto di likers è un fenomeno contro il quale mi scontro sempre ai corsi e anche con i clienti perché è un elemento che viene ritenuto, erroneamente, un trofeo da mostrare, dimenticandosi che non è il dato più importante riguarda il coinvolgimento dei followers.

Chiunque (more or less) si occupi di un’attività e decida di presentarsi su Facebook ha compreso che è sbagliato aprire un profilo privato da gestire come se fosse una fanpage, eppure c’è chi ha trovato una strada alternativa che è pazzesca per quanto elaborata sia, al punto che se utilizzasse la stessa attenzione e dedizione nella gestione dalla fanpage, arriverebbe ad avere ottimi risultati.

Vi racconto un episodio, mi interesso di discipline olistiche, mi affascinano moltissimo e colgo tutte le possibilità per partecipare agli eventi che riguardano questo mondo; un mesetto fa tramite un amico che aveva segnato il “Mi interessa” vengo a sapere che nella mia città ci sarebbe stata una giornata formativa con un tema che mi appassiona e quindi segno che “Mi interessa” immediatamente.

Dopo qualche minuto mi arriva la richiesta di amicizia da parte dell’organizzatore dell’evento e subito inizio a chiedermi a quale scopo, quindi decido di accettare, per capire dove voleva andare a parare; sul momento non successe nulla, ma dopo un paio di ore, arrivò puntuale un messaggio su Messenger attraverso il quale il tipo mi ringraziava per l’interesse verso l’evento e mi chiedeva di mettere Mi Piace alla fanpage del suo centro olistico e (Udite! Udite!) mi chiedeva il mio indirizzo di posta elettronica per inserirmi nella sua mailing list… in cambio avrei ricevuto ogni settimana un’interessantissima newsletter.

Come mi sono comportata in seguito? Ho levato l’amicizia gestore del centro olistico e tolto il mio “Mi interessa” seduta stante perché mi sono sentita accerchiata e obbligata a compiere alcune azioni che non avevano nulla a che vedere la mia partecipazione ad un evento, ho subito immaginato che anche durante la giornata formativa, probabilmente, sarei stata chiamata a compilare qualche modulo per cedere un’informazione molto importante che mi riguarda, ovvero l’indirizzo di posta elettronica.

Noto che ultimamente l’escamotage per trovare nuovi followers è proprio l’interesse verso un evento, a cui seguono la richiesta di amicizia da parte di un organizzatore e, subito dopo, l’invito a mettere Mi Piace a qualche pagina; non si fa! Anzi, si ottiene l’effetto contrario, ovvero, si “regala” all’utente (che potenzialmente potrebbe anche essere nostro cliente) un sensazione di fastidio, di controllo, che lo farà certamente scappare.

Questa modalità di ricerca di clienti, a mio parere, denota scarsa autostima, mi chiedo: se un professionista si occupa in maniera professionale del suo lavoro, ha realmente bisogno di correre dietro ad ogni “Mi interessa” che recupera tramite un evento? Mi sento di rispondere che solo il lavoro, la dedizione e la passione verso quel che si fa possono far aumentare i nostri followers: se saremo puntuali nell’aggiornarli, nel divertirli e nel coinvolgerli con le nostre attività, allora essi stessi rimarranno collegati con noi e i nostri canali.

Trasparenza e dedizione, nulla di più… proprio come nel mondo reale, anche nel mondo virtuale, questi due elementi pagheranno più di qualsiasi espediente.

Da brava “maestrina con la penna rossa” quindi la mia risposta a questa strategia è “non si fa” 😉

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