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© 2019, Paola Toini Agency & Lab

Rebranding o redesign? Di cosa ha bisogno il tuo brand?

Molte persone sentono e usano questi due termini (rebranding e redesign) ogni giorno pensando siano sinonimi. Non è così.

Quando succede che qualche nuovo cliente arriva da me e mi dice “Devo fare rebranding” mi viene sempre da sorridere perché mi ricordo di quando Aldo in Tre Uomini e una Gamba suggeriva al medico i farmaci da dare a Giacomo che aveva una colica renale. (Storica la frase “Ah, lei è medico?”) Insomma, provano a fare il mio lavoro.

Ci sono situazioni che richiedono un rebranding e situazioni che richiedono un redesign.

Rebranding e redesign: vediamo le differenze

Un brand ha bisogno di fare rebranding quando è successo qualcosa che ha modificato i valori, il core business, la visione o e gli obiettivi. Il rebranding è un’operazione che va al cuore, alla reason why, e dunque richiede che questo cambiamento sia visibile all’esterno.

Il rebranding è un rinnovamento completo del messaggio e dell’identità del brand (azienda o professionista è lo stesso). Questo implica una profonda analisi e si deve vedere, il nuovo target deve percepire che qualcosa è successo e che adesso la proposta di quel brand è anche per lui. Fare rebrand è un’attività che ha un grande peso.

Il redesign è qualsiasi cambiamento nel design di un marchio. La modifica del sito, della palette colore o l’aggiornamento del packaging. È qualcosa di sottile.

Come vengono percepiti dalla audience?

Un’operazione di rebrand deve essere sviluppata raramente, quando il cambiamento al cuore di un brand è profondo e sentito anche dalla audience. Se il rebranding è troppo presente nella vita di un’attività, la comunicazione sarà confusa, falsata e il brand stesso verrà percepito come instabile. Ergo: rebranding solo quando c’è uno scossone che porta il brand verso nuovi obiettivi.

Attività di redesign, invece, possono avvenire di frequente e non hanno alcun tipo di impatto nei confronti della credibilità.  Quando, ad esempio, vogliamo aggiornare la palette colore e renderla più contemporanea stiamo avviando una attività di redesign.

Qualche esempio

Rebranding –> Mc Donald’s Europa
Mc Donald’s ha cambiato la palette colori, lo stile dei ristoranti, le divise e praticamente tutto il resto del brand come segnale del suo impegno verso una tipologia più fresca e salutare di fast food.

McDonalds ha osservato il marchio dall’alto al basso, dentro e fuori. L’obiettivo non era semplicemente quello di diventare un posto più amichevole nel quale mangiare cibo economico. Il rebranding si focalizzava sull’intera organizzazione al fine di aggiungere valore all’esperienza dei clienti, fornire un servizio migliore, impiegare marketing a impatto maggiore e abbracciare operazioni sostenibili a lungo termine.

Insomma, un cambiamento radicale dal cuore del brand. In una frase: un cambiamento epocale. L’obiettivo era anche la riqualificazione dei clienti, puntando su chi lavora, sulle pause pranzo healty ad esempio, e allontanandosi dall’idea di junk food.

Ecco l’immagine simbolo di questa campagna di rebranding.

Rebranding-Mcdonalds-paola-toini

Redesign –> Google
L’evoluzione del logo di Google è il classico esempio di redesign perché la sostanza dell’azienda rimane invariata mentre il logo si aggiorna e si modifica secondo i trend del momento oppure gli eventi.

L’operazione di redesign in questo caso è stata fatta nel 2015 per far sì che il logo potesse essere visto meglio su ogni schermo, perché un’enorme percentuale di navigazione web è fatta da telefoni, tablet e altri dispositivi mobili con schermi piccoli o risoluzioni.

Quindi l’esigenza era estetica, pratica e non strutturale. Per questa ragione parliamo di redesign.

Ecco un’immagine che ci racconta i passaggi del logo di Google.

redesign-google-paola-toini

Rebranding e redesign: conclusioni

L’importanza di un branding studiato ed efficace è riconosciuta, ne avevo parlato anche qui, ecco perché dobbiamo portante attenzione quando decidiamo di fare dei cambiamenti. Prima di rifare tutto daccapo chiediamoci se il nostro branding (ripeto, vale anche per i professionisti) ha bisogno di un cambio alla radice oppure solo di una aggiustatina tecnica.

Vuoi sapere se hai bisogno di rebranding o di redesign? Scrivi una mail a paola@paolatoini.it

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