Priorità del business vs priorità della persona

Qual è il confine tra la persona e la professione, in tema di priorità sulla comunicazione?

La distrazione di massa è uno dei mali dei nostri tempi, lo sappiamo. Ci troviamo spesso fuori focus e trascinati da una corrente che non abbiamo scelto con consapevolezza. Questo fenomeno si presenta anche in comunicazione. Alcuni miei clienti si impongono priorità assurde, come la necessità di postare sui social tutti i giorni, ad esempio. Come ho già detto la chiave è: essere rilevanti più che presenti. Uno non esclude affatto l’altro ovviamente. A me ad esempio piace postare (in settimana) 2/3 immagini al giorno e, anche se non tutte piacciono all’algoritmo, trovo una coerenza visiva, e di contenuto, che mi soddisfa.
Lo stesso accade per gli account social che scegliamo di aprire e di animare con i nostri contenuti, dobbiamo rimanere focalizzati sulle nostre priorità e quelle del nostro business. Se, ad esempio, ci occupiamo di giornalismo, dobbiamo concentrarci su Twitter e su Linkedin.
Mica tutti dobbiamo stare su Instagram (per lavoro) sapete? Cercate la vostra priorità, superate le mode e i trend imposti dagli altri. Andate al cuore del vostro business, lì troverete le risposte.
Questo tema, priorità e scelta dei social, è fondamentale per me e per questo l’ho inserito nel mio corso sulla comunicazione digitale e social media (trovate qui tutte le info), dobbiamo trovare il coraggio di andare al nostro centro.

Vuoi lavorare sul target? Vai allo specchio.

Vuoi conoscere il tuo target? Fai un gesto semplicissimo… guardati allo specchio.

Ami i social? Il tuo target è lì.
Scrivi post ad alto tasso di ottimismo? Molto probabilmente ti contatteranno potenziali clienti che hanno una carica di ottimismo.
Instagram non ti piace? Bene, il tuo pubblico reale (e disposto a pagare per collaborare con te) non è su questa piattaforma, guarda altrove. ⠀


So che la vostra espressione potrebbe essere questa e sappiate che non siete soli. Ai miei corsi, come ad esempio quello sul Personal Branding (la prossima edizione qui sul calendario) facciamo tanti esercizi sul target perché è la base da cui partire per lavorare sulla Comunicazione (digitale e analogica). E spesso i corsisti, dopo aver fatto l’esercitazione, mi guardano con aria smarrita e mi dicono “Ma sono io!”
Eh si, vi do una notizia: il target ideale e i competitor reali ci assomigliano tantissimo!
Se siamo freelance, vogliamo lavorare con i freelance, e raccontiamo spesso, nei nostri post, di quanta fatica ci porta la P.IVA… secondo voi quali clienti cattureremo? Quelli frustrati e demotivati.
In sostanza, il detto “Chi si assomiglia si piglia” è valido in tutti i campi della nostra vita e ci sta anche che ci siano dei momenti diversi col passare del tempo, perché noi e la nostra visione del mondo cambiamo di continuo.
Questo discorso vale anche per il Community Manager, sapete? Se scegliamo un copy (per post e blog è indifferente) sboccato oppure molto informale, avremo in cambio esattamente quello. Anche nei Direct Message, su WhatsApp e su Messenger.
Dobbiamo tutti riflettere su questo aspetto, renderci conto che non tutte le piattaforme sono per tutti e farci pace. In questo modo lavoreremo meglio e saremo effettivamente più performanti. La consapevolezza, ancora una volta, è la parola chiave.

Definisci il tuo chi, ovvero il tuo target!

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Quando stiamo creando la nostra strategia di comunicazione, sia essa digitale o non, dobbiamo partire dalla definizione del Chi, ovvero del target, l’insieme delle persone a cui scegliamo di rivolgerci.

Avere un target definito è probabilmente l’aspetto più importante per un’attività. Personalmente, penso che sia più importante che mettersi sul mercato con prezzi bassi, prodotti/servizi infiniti e persino un logo fighissimo.
Un freelance, un’attività, definiscono il loro target come un gruppo specifico di consumatori a cui proporre i suoi prodotti e servizi. Quindi, in sostanza il target è il protagonista di tutto il film e il brand è il miglior attore non-protagonista.
Ecco tre piccoli e grandi errori nei quali possiamo cadere.
1. Dimentichiamo di definire il pubblico di riferimento
Se non sappiamo a chi stiamo vendendo, come possiamo creare un prodotto che le persone possano volere? Come possiamo fare, di conseguenza, una valutazione oggettiva della nostra idea di business? Come possiamo scrivere una sinfonia che risuoni con questo pubblico specifico? Definire la fascia di mercato a cui dobbiamo rivolgerci, risponderà a molte delle domande più importanti sulla nostra attività. Non solo, il tempo dedicato ad elencare le esigenze e le abitudini del nostro target, migliorerà istantaneamente il nostro business e le nostre strategie.
2. Pensiamo sempre di rientrare nel nostro target
Mentre molti freelance hanno ragione di basare il proprio mercato di riferimento sulla propria personalità, eppure ho avuto anche diversi clienti che non facevano parte del loro target. Ad esempio, alcuni titolari di aziende ammettono di non potersi permettere i loro stessi servizi/prodotti, e questo è assolutamente possibile. Finché il nostro mercato di riferimento si sente coinvolto da noi e dalla nostra attività, non dobbiamo necessariamente fare marketing con persone che ci somiglino per abitudini e stile di vita.
3. Dimentichiamo di allineare le strategie al target
Parte del motivo per cui i miei clienti iniziano a definire o perfezionare il loro target è perché voglio che entrambi (io e loro) comprendiamo le esigenze delle persone a cui ci stiamo per rivolgere. Ciò che intendo è che dobbiamo pensare esattamente a chi riceverà tutti i nostri messaggi, i post sui social media, i contenuti del blog, le newsletter, le conversazioni in rete…
Successivamente dobbiamo creare strategie di marketing attorno a quel preciso gruppo di persone.
Facciamo un esempio: il mercato di riferimento di un personal trainer sono le mamme che vogliono allenarsi in casa. Dobbiamo pensare alle loro frustrazioni e ai loro desideri ogni volta che pubblichiamo qualcosa sui social media. Invece di dire “allenamenti facili e veloci da casa”, possiamo dire “allenamenti rapidi e facili durante la nanna”.
In questo modo avremo immediatamente realizzato una connessione migliore con il target di riferimento, facendo sapere alle mamme che capiamo la loro vita e che abbiamo creato il nostro prodotto o servizio pensando proprio a loro.

Il primo passo verso questa nuova e facile modalità di lavoro è la consapevolezza, sulla quale ho già scritto un articolo che vi invito a leggere, a questo link.
Un’altra opportunità che avete ancora per pochi giorni, è quella di iscrivervi a Be YoUnique: una giornata dedicata al tuo personal branding cliccate qui per registrarvi, ci sono ancora due posti.
Evitare questi piccoli e grandi errori ci aiuterà a migliorare da subito le nostre strategie, aspetto un vostro feedback e vi ricordo che sono disponibile per una consulenza, anche relativamente allo studio del vostro target.

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