3 motivi per iniziare a fare blogging da subito

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Nel 2020 avrai bisogno del tuo blog

Flashback a ieri. Instagram non mi carica le storie, Planoly (l’app che utilizzo per la programmazione dei post di Instagram) mi dà buca e anche la posta elettronica rema contro. Torniamo a sabato, Whatsapp completamente in down, non invia messaggi e nemmeno audio. La sensazione è che qualche volta i social media siano inattivi per ore e ore e, per un libero professionista che ha la necessità di comunicare in modo rapido, questo può significare perdere delle occasioni importanti. Ad esempio, ieri si è bucato il mio post sulla seconda regola base della comunicazione digitale.
Perché questa cosa è così rilevante? Tanto da scriverci un articolo di blog così, di pancia…
Perché, quando i social media vanno in down non possiamo farci nulla. In sostanza, per qualche tempo, non possediamo i nostri account Facebook o i feed di Instagram quindi, se questo è l’unico posto in cui condividiamo contenuti, potremmo avere un danno.
La soluzione? Pensare a qualcosa di più stabile, uno spazio in cui poter condividere contenuti che non scompariranno quando Facebook deciderà di apportare modifiche o diventare obsoleto, in sostanza quando uscirà la prossima popolare piattaforma di social media.
Quindi, tadaaan… ecco tre buoni motivi per iniziare a curare seriamente il tuo blog nel 2020!
1. Un blog aiuta ad accrescere la tua credibilità come professionista (la famosa reputazione online-web reputation)
Un blog è il tuo spazio e qui hai la possibilità di mostrare le tue competenze e condividere la tua esperienza quotidiana. Se il tuo sito web non ha una pagina FAQ, ad esempio, attraverso il blog puoi rispondere alle domande e fornire risposte dettagliate e utili al pubblico. Puoi condividere foto di un progetto recente, un tutorial oppure raccontare le dinamiche che stai vivendo come professionista del tuo settore. Le opzioni sono infinite e il modo in cui spieghi le cose al tuo pubblico ti distinguerà dalla concorrenza. Non solo, quando i social media non funzionano, il tuo blog sarà lì ad aspettarti. Il tuo blog è il luogo perfetto per aggiungere un invito all’azione (le famose CTA) e far crescere anche la tua mailing list!
2. Un blog è un ottimo modo per mantenere fresco il tuo sito web
L’aggiunta di nuovi contenuti al tuo sito Web è ottima per scopi SEO. Un blog è un modo semplice per aggiungere keywords su base settimanale o mensile, questa azione aumenta il ranking del tuo sito e concorre ad evidenziare le tue abilità e servizi. Un altro consiglio relativo al blogging e all’opportunità di mantenere fresco il tuo sito, è assicurarsi di avere sempre un invito all’azione (CTA) alla fine di ogni post. Puoi invitare le persone a contattarti, a prenotare un servizio o ad acquistare i tuoi prodotti.
3. Un blog ti offre infiniti contenuti sui social media (eh si, il BLOG alimenta i social network e non viceversa)
Ultimo ma non meno importante, un blog è il modo più semplice per creare contenuti che puoi condividere sui social media. Ovviamente possiamo condividere articoli o suggerimenti di altri professionisti nostri colleghi, tuttavia questa azione è un invito al nostro pubblico verso il sito web di un concorrente, quando dovremmo indirizzarlo al nostro!
Un blog può aiutarti ad affermarti come esperto e ti dà il controllo delle informazioni che stai fornendo ai tuoi follower sui social media.
Ti è mai capitato di leggere online un articolo e di pensare “Potrei aggiungere altro a questo argomento, potrei parlarne anche io con la mia cifra stilistica!” Ebbene, il tuo blog è lo spazio ideale per farlo e con i tuoi social network gli metterai le rotelle e farai girare le tue idee su un ideale skateboard che arriverà dovunque! Bello vero? Assicurati che le informazioni che condividi sui social media siano utili al tuo pubblico e a te. Fornisci suggerimenti utili, racconta la tua esperienza di professionista e assicurati che il tuo invito all’azione li riporti alle pagine dei tuoi prodotti o servizi!
Se non hai ancora iniziato a scrivere articoli di blog, gennaio 2020 può essere il momento giusto per iniziare a divertirti in questo senso! Fare blogging non deve essere un mal di testa, è solo una questione di creare un piano e lasciarti ispirare dalla tuo quotidianità di professionista.
Contattami per una consulenza (il primo incontro conoscitivo è gratuito) per vedere come migliorare la tua presenza online oppure partecipa ad una delle attività del mio Lab per conoscermi e vedere dal vivo una mia consulenza condivisa. Il 30 gennaio, a Milano, terrò proprio un corso sulla comunicazione digitale, clicca qui per registrarti.
Hai trovato utile il mio articolo? Scrivimi un feedback a 📩 paola@paolatoini.it e condividilo se pensi possa essere interessante per altre persone.

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Promozione di se stessi e ADS: seconda parte

Parliamo di ADS con una Digital Strategist che si occupa di questo quotidianamente.

Promuovere noi stessi, il nostro prodotto oppure un nostro servizio è compito assai arduo senza una strategia che ci racconti e che ci faccia vendere. Tra gli strumenti consigliati ci sono le ADS, siano esse social ADS oppure Google ADS, con questo articolo intendo fare chiarezza intorno a questo tema e mi sono fatta aiutare da un partner con il quale collaboro da un po’ in maniera fluida ed efficace.
Dove le mie competenze di fermano, entrano in gioco partner fidati e super esperti e la modalità che abbiamo scelto con Naxa è quella dell’intervista che io ho fatto ad Elena. Credo che ne sia uscito qualcosa di davvero comprensibile che potrete salvare tra le pagine dei Preferiti. Eccola.
Elena, vorrei che ti presentassi.
Sono Elena Manzoni, Digital Strategist in Naxa dal 2007. Mi occupo di definire le migliori strategie digitale per PMI che cercano risultati concreti e in grado di differenziare la loro azienda.
Una delle attività in crescita, e sempre più importati per le aziende, sono le campagne pubblicitarie in particolare:

  • Google Ads
  • Facebook Adverting
  • Instagram Adverting
  • LinkedIn Advetising
  • Microsoft Advertising

Cosa sono le ADS del Gruppo Google?
Google Ads è la piattaforma pubblicitaria di Google. È lo strumento che permette un posizionamento del sito in maniera non organica su tutti gli spazi gestiti da Google.
Esistono numerosi tipi di campagne: 

  • Campagna nella rete di ricerca
  • Campagna sulla Rete Display
  • Campagna Shopping
  • Campagna video
  • Campagne per app

Gli annunci più “famosi” sono quelli della Rete di Ricerca, quindi in primi risultati come compaiono dopo aver fatto una ricerca su Google e che sono preceduti dalla scritta Ann. Poi ci sono gli annunci su Rete Display: i banner pubblicitari che si trovano all’interno dei siti e che vengono “riempiti” da Google, secondo una logica di pertinenza di argomento o di retargeting.
Vi è mai capitato di visitare un sito e di trovare i banner di questo sito anche nelle navigazioni successive su altri siti? Questo è il retargeting.
Insomma le combinazioni e le possibilità sono davvero tantissime, fondamentale è definire degli obiettivi e misurarli.
In cosa si differenziano dalle ADS del Gruppo Facebook?
La differenza sta innanzitutto nel canale, Facebook/Instagram e Google, e nel tipo di interazione da parte dell’utente.
Nelle campagne fatte tramite rete di Ricerca Google l’utente inserisce una parola chiave per cercare un determinato argomento su Google.
Sui social, invece, si parte da una targettizzazione del pubblico in base a zona geografica, età, genere, lingua e interessi. Una volta impostato il target e definito il tipo di campagna, si possono realizzare delle inserzioni in diversi formati che compaiono all’interno della bacheca dell’utente in target..
È vero che il sistema di targettizzazione delle ADS di Google è più raffinato?
È questo il motivo per cui si rende necessario prevedere un budget più alto rispetto alle Campagne di Facebook (e Instagram)?
Il sistema di targettizzazione si differenzia soprattutto per il tipo di ricerca e di aspettativa dell’utente rispetto al canale in cui si trova.
Google Ads, tramite campagne Rete di Ricerca, conferisce un valore di clic ad ogni parola chiave. Il clic può portare a diverse azioni: link, chiamata, indicazioni stradali, …
Il pannello di Business Manager di Facebook permette di definire il pubblico in base ad interessi selezionabili partendo dalla piattaforma stessa.
Le campagne Google permettono di avere un utente generalmente più consapevole e interessato a trovare informazioni rispetto a una specifica ricerca fatta da lui stesso.
Gli utenti che navigano sui social sono in un ambiente da loro percepito come più di “relax” e quindi possono decidere o meno di cliccare sulle inserzioni che compaiono loro in base al momento del processo di acquisto in cui si trovano.
Cos’è la redemption?
La redemption in generale è il risultato di una campagna o di una attività, nel nostro caso digital.
Per poter monitorare correttamente i risultati bisogna impostare degli obiettivi e dei KPI (Key Performance Indicator) utili per monitorare l’andamento delle attività in corso di progetto e alla sua conclusione.
I livelli migliori di analisi si riscontrano quanto è possibile stabilire il ROI (Return On Investment): il ritorno dell’investimento, quindi il rendimento di una attività rispetto al capitale investito.
A tutti quei clienti che non hanno tempo di portare avanti un piano editoriale completo e che non amano particolarmente i social, io suggerisco di investire in ADS del Gruppo Google. Secondo te, che sei un esperta, è un suggerimento corretto? (ne ho parlato anche qui)
Dipende molto dal budget che hanno a disposizione e se sono una azienda b2b o b2c.
Sicuramente investire in ambito di digital advertising è fondamentale nella riuscita di un progetto online.
Naxa, come azienda, si mette sempre come prima cosa in ascolto del cliente, per poterne capire i bisogni e suggerire la strategia migliore in base agli obiettivi e i valori a disposizione.
Nelle mie consulenze e durante i miei corsi, io suggerisco di utilizzare i social per fare Storytelling (=comunicazione per fidelizzare) e di utilizzare le Google ADS per fare Marketing (=comunicazione per vendere). Tenendo conto del fatto che questa è una super semplificazione, ritieni sia un’indicazione valida?
In generale sì. I social sono il canale delle emozioni, dove gli utenti si innamorano delle storie interessanti, in grado di catturare l’attenzione e comunicare e suscitare un sentimento.
Per concludere, hai qualche dato significativo che riguarda le micro imprese e i freelance?
L’esplosione di social network e del mercato digital ha permesso a chiunque di farsi conoscere ad un pubblico ampio ed eterogeneo. Oggi ogni professionista e impresa sa che è fondamentale essere presente online, per questo la competitività è molto cresciuta.
Differenziarsi è un fattore fondamentale, soprattutto per le piccole realtà che devono posizionarsi all’interno di un mercato sempre più ricco di competitor.
Se dovessi dire qual è l’alchimia vincente direi sicuramente una strategia ragionata e studiata sulla base degli obiettivi e una comunicazione chiara in grado di fare la differenza nel processo decisionale di acquisto.
L’intento con il quale ho voluto questo articolo è quello di essere chiara e comprensibile quando parlo della differenza tra Comunicazione e Marketing, quando parlo di Mindset di un utente sui social oppure su Booking, Amazon e compagnia bella. Voglio sia chiaro che senza un investimento in termini di ADS è complicato farsi strada e per questa ragione ho chiesto a chi, a mio parere, è seriamente esperto in questo settore.
A questo proposito, insieme a Naxa abbiamo creato un pacchetto per Freelance e/o Small Business che ha la finalità di permettere anche ad un’attività con un budget limitato di promuoversi attraverso le ADS del gruppo Google. Se vi sembra di avere bisogno di questa tipologia di boosting, contattatemi e insieme scopriremo questa opportunità
Ringrazio Elena e tutto il team di Naxa per avermi dedicato il loro tempo.
Vuoi approfondire il tema delle social Ads? Ti aspetto al mio corso il 21 febbraio, nel mio Lab, puoi registrarti cliccando qui paolatoini.it/events/corso-social-ads/

Comunicare: scelta o dovere?

Vi svelo un segreto: la verità è che si può scegliere e che, quindi, comunicare è una scelta. Ora vi racconto come e perché.

Sin da bambina avevo notato che tra gli adulti c’era l’abitudine a dire questa frase “Non ho scelta” che veniva ripetuta ogni qual volta ci si trovava di fronte ad un bivio che, sono sotto, sembrava avere una sola opzione.
Io, dentro di me, osservavo la scena e pensavo che in realtà una possibilità di scelta c’è sempre, solo che include una quantità di coraggio enorme che non sempre siamo disposti a mettere in campo. Pena la possibilità di lamentarsi. Ovvero, se posso scegliere una via alternativa e scelgo la via che richiede meno coraggio bè… non potrò poi lamentarmi.
Se ci pensate anche in Comunicazione è così: possiamo scegliere e dobbiamo essere consapevoli della nostra scelta.
Io, ad esempio, mi considero poco social, sotto sotto, la sovraesposizione è molto lontana da me e dal mio modo di essere. Perciò qualche volta punto lo sguardo oltre oceano, negli Stati Uniti, dove ci sono persone che fanno il mio stesso mestiere e riempiono le aule solo attraverso un utilizzo saggio della newsletter.
È necessario che portiamo più attenzione a questi temi. Se i social non ci piacciono possiamo scegliere un’altra strada come quella di un blog ben indicizzato oppure di campagne ADS che si sviluppino sulle piattaforme gestite da Google, tipo YouTube.
Promuoversi e Comunicarsi, sono un compito per chiunque scelga di lavorare in proprio. Possiamo scegliere il Come e il Dove. Dipende dalle nostre attitudini, dal tempo che vogliamo mettere a disposizione per queste attività e dalla facilità con cui sappiamo gestire un canale social oppure una newsletter (per tornare all’esempio di prima).
Pensare, nel 2019, che i clienti ci cadano in mano, in modo particolare se il nostro settore è già ben rappresentato nel web e, magari, siamo freelance da poco, è pura utopia. Comunicazione e marketing lavorano fianco a fianco, ogni giorno, e hanno bisogno di un programma ben preciso, di un obiettivo. Dobbiamo sapere quale è il valore che portiamo nel mondo (chiamatela Mission, chiamatelo obiettivo…) perché, in fondo, questa è la differenza tra scegliere di essere dipendenti e scegliere di essere imprenditori di noi stessi.
La scelta è un tema importantissimo che spesso viene trascurato. Ognuno di noi può scegliere di chiudere tutti i profili social, può scegliere di esistere senza un sito e magari anche senza biglietto da visita e volantino. Dopodiché, se l’agenda è vuota e il telefono non squilla mai, dobbiamo essere consapevoli delle nostre scelte.
Essere anti- è un punto di vista che ci protegge dall’uniformarci a canoni che sono lontanissimi da noi, eppure, io sono convinta che ci vuole consapevolezza anche in questo. Oggigiorno sappiamo esattamente cosa c’è sui due piatti della bilancia, ci sono corsi di formazione di tutti i generi anche per questi temi.
Troppo spesso sento persone lamentarsi perché i social non funzionano, oppure perché funzionano troppo ma con le persone sbagliate. La vera domanda è “Tu cosa scegli di fare?” 
Scegli di fare la tua parte, portare il tuo pensiero nel web attraverso una newsletter, attraverso il blog e/o i social oppure no? Scegli di fare campagne di advertising per promuoverti oppure no?
E se queste non funzionano, oppure danno risultati inferiori rispetto a quelli sperati, cosa fai? Molli la presa oppure fai un’analisi e riparti con una nuova idea?
Gestire la propria Comunicazione è un impegno quotidiano che abbiamo con noi stessi e con la nostra scelta di diventare un brand da promuovere (=Marketing). Quello che possiamo fare è: scegliere come e dove posizionare i nostri messaggi. Infatti, in alcuni casi, potrebbe rivelarsi più proficuo programmare una campagna di ADV sul gruppo Google invece che sul gruppo Facebook, che ha un sistema di targettizzazione decisamente meno preciso. Lo sapevate?
A questo proposito, ho deciso di scrivere un articolo insieme ad un mio partner che si occupa proprio di SEO, SEM e SEA che pubblicherò la prossima settimana qui sul blog. Ci saranno dati e statistiche che gli specialisti di questa società mi hanno messo a disposizione per essere più precisa e specifica possibile.
L’obiettivo è quello di fornire una serie di soluzioni reali, delle combinazioni di strategie che possano andare bene per il mio target.
Nel frattempo, la finalità di questo articolo è di portare consapevolezza e presenza sulla possibilità di scelta che ognuno ha rispetto al Comunicarsi online e offline. Non ci possiamo lamentare quando qualcuno di meno competente di noi (dal nostro punto di vista) ha molto successo, sopratutto se il nostro ultimo articolo di blog è stato scritto quando ancora c’era Papa Wojtyla (pace all’anima sua).


Rendiamoci conto che esistono due attività che hanno uguale importanza: Comunicazione e Marketing; ciascuna ha un obiettivo e strategie diverse.
Concentriamoci su di noi, facciamo la nostra parte con integrità e anche con una certa dose di leggerezza, senza aspettarci troppo e lavorando ogni giorno incessantemente; perché è così che nascono e progrediscono i business solidi e di qualità, quelli che hanno la capacità di portare cambiamento.
(fine prima parte)

Priorità del business vs priorità della persona

Qual è il confine tra la persona e la professione, in tema di priorità sulla comunicazione?

La distrazione di massa è uno dei mali dei nostri tempi, lo sappiamo. Ci troviamo spesso fuori focus e trascinati da una corrente che non abbiamo scelto con consapevolezza. Questo fenomeno si presenta anche in comunicazione. Alcuni miei clienti si impongono priorità assurde, come la necessità di postare sui social tutti i giorni, ad esempio. Come ho già detto la chiave è: essere rilevanti più che presenti. Uno non esclude affatto l’altro ovviamente. A me ad esempio piace postare (in settimana) 2/3 immagini al giorno e, anche se non tutte piacciono all’algoritmo, trovo una coerenza visiva, e di contenuto, che mi soddisfa.
Lo stesso accade per gli account social che scegliamo di aprire e di animare con i nostri contenuti, dobbiamo rimanere focalizzati sulle nostre priorità e quelle del nostro business. Se, ad esempio, ci occupiamo di giornalismo, dobbiamo concentrarci su Twitter e su Linkedin.
Mica tutti dobbiamo stare su Instagram (per lavoro) sapete? Cercate la vostra priorità, superate le mode e i trend imposti dagli altri. Andate al cuore del vostro business, lì troverete le risposte.
Questo tema, priorità e scelta dei social, è fondamentale per me e per questo l’ho inserito nel mio corso sulla comunicazione digitale e social media (trovate qui tutte le info), dobbiamo trovare il coraggio di andare al nostro centro.

Guardare oltre Instagram

C’è una domanda che in queste settimane mi viene posta spesso, in merito ad Instagram, “Paola perché non stai pubblicando?”

L’intervento al quale mi sono sottoposta ad ottobre ci ha messo sicuramente del suo. Il tempo scorre più lento e, com’è come non è, io sono rallentata rispetto al solito. Anche se l’aspetto davvero interessante è che sto cercando di alimentare la mia fame di novità e di cambiamento, sto buttando lo sguardo oltre la montagna di Instagram che, per quanto io la adori, inizia a starmi troppo stretta.
La mia personalità mi impone di cambiare di continuo e la mia professione mi impone di essere tanto sul pezzo e, a chi mi chiede “Cosa ci sarà dopo Instagram?” inizio a voler dare una risposta che vada al di là delle mie supposizioni di esperta di comunicazione.
In più, mi permetto di dire che quando una piattaforma è satura, la qualità fatica ad emergere sulle parole urlate, sulle polemiche e sulle storie personali strappalacrime. E questo è uno dei motivi per cui, io, sento il bisogno di prendere un poco le distanze. Come quando ci si allontana per avere più elementi in una sola fotografia, giusto per avere una visione panoramica.
Sto facendo molta formazione, sto ripensando il mio lavoro in una chiave diversa e sto partendo dal sito che, ricordate, è la nostra casa online! Sto iniziando a vedermi come un’agenzia e tutta la brand identity deve essere modificata di conseguenza a questa nuova visione di me.
A proposito del sito web, come dico sempre ai corsi, i social network sono come le case-vacanza alle quali diamo importanza finché decidiamo di starci, mentre il sito web è la nostra Casa con la C maiuscola. Lì è dove abbiamo i mobili belli, ricercati, dove abbiamo tanto spazio e ci sentiamo (pensa un po’) a casa. Cosa dite? Davvero non sapevate che io tengo corsi? Potete rimediare subito, andando a vedere il mio calendario cliccando qui .
Ah si, poi sto anche lavorando parecchio, il che non guasta e poi vabbè… sto preparando la festa di Natale del Lab ✨ il 12 dicembre faremo una colazione più natalizia che mai, qui il link dell’evento con tutte le informazioni Festa di Natale e mini workshop sulla pianificazione del 2019.

Mentre mangiucchieremo, avremo il piacere di ascoltare il bel discorso di Paola Nosari sulla pianificazione. Adoro collaborare con lei e credo che fino ad ora sia affiorata solo una minima parte della sua potenza, ecco perché le ho chiesto di tenere questo intervento, la trovate a questo link www.paolanosari.it
Per concludere, come avrete compreso, ho tantissima carne al fuoco che verrà servita calda, con le patate al forno, durante il 2019! Ora torno al lavoro ✨

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Ho creato il mio Lab

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Cosa succederà nel mio Lab

Nel 2014 ho partecipato ad un corso, a Milano, che si svolgeva in coworking. Uno spazio creato all’interno di un palazzo, in cui freelance di diversi settori hanno la possibilità di affittare una scrivania per lavorare e fare networking.
Rimasi folgorata e giurai a me stessa che anche io avrei avuto, prima o poi, uno spazio così. Negli anni ho partecipato ad un corso di management per aprire un coworking, ho stilato (e poi cestinato) business plan e mi sono messa spesso alla ricerca di un posto, un luogo fisico in cui far partire questa attività.
Come spesso accade, la soluzione ce l’hai a portata di mano e non lo sai finché accade qualcosa che ti fa aprire gli occhi. Vi evito la cronistoria nel dettaglio e corro dritta al punto, i corsi saranno nel mio spazio di formazione, a casa, e ci saranno anche alcune occasioni per lavorare insieme, condividere la scrivania anche la linea wi-fi.
Il concetto di Lab (laboratorio) si sposa bene con quello di sperimentazione, di nascita, di scoperta e di magia. Mi piace pensare ad una sorta di accademia. Avrei voluto chiamarla Accademia della Buona Comunicazione, ma nel mio Lab si parlerà anche di molto altro. Si parlerà alle persone e delle persone.
paola toini il mio lab
Ci sarà, sopratutto, formazione per liberi professionisti e proprietari di small business, che cercano corsi semplici e veloci. Workshop rapidi che possano dar loro la possibilità di imparare e subito mettere in pratica.
La community legata al mio Lab, sarà composta da persone con una visione simile che traggono ispirazione dalla frequentazione dello spazio e dei corsi che propone. Semplice, facile. Esseri umani, prima che professionisti, che potranno frequentare tutti gli spazi che vogliono, nessun vincolo e nessuna cricca.
Ho aggiornato il calendario (qui il link) nel quale trovate tutti gli appuntamenti dei prossimi mesi. Ci sono eventi di diversa tipologia e altri verranno aggiunti man mano.
Ho rinnovato la mia collaborazione con Elena Colombo (www.ecimmagine.com) con la quale porteremo avanti il progetto di BeYounique (qui il link) e ci saranno collaborazioni con Elena Dossi (www.rinchiudetely.it), con Laura Baresi (www.laurabaresi.com) e altre ancora ne nasceranno. Ne sono sicura!
Al momento non posso mostrarvi fotografie pinnabili su Pinterest, perché siamo ancora in fase di working progress, in pratica un cantiere in casa. Posso però dirvi che comunicherà e parlerà anche lo spazio fisico, ho scelto di fare da me e di chiedere qualche consiglio ad un paio di persone che sanno trasformare in materia i miei pensieri.
Per informazioni e iscrizioni potete, per ora, scrivere a paola@paolatoini.laio.online perché stiamo già lavorando al nuovo sito dal quale potrete iscrivervi direttamente. Insomma, la sensazione è quella di diventare un po’ più grande ogni giorno con la speranza di fare bene sempre di più.